Con il termine condensazione si definisce quel fenomeno naturale che implica il passaggio di fase di un fluido: dallo stato di vapore allo stato liquido.
Un esempio classico è quello della condensa liquida che si forma d’inverno sui vetri freddi all’interno degli ambienti caratterizzati da forte umidità.
Nei generatori di calore si parla di condensazione quando questi sono costruiti con tutti gli accorgimenti necessari a evacuare i fumi di combustione a temperatura molto più bassa (circa 70°C) rispetto a quella dei generatori tradizionali (circa 170°C).
In questo modo il vapore d’acqua, presente nei prodotti della combustione, passa allo stato di liquido (ossia condensa).
Ciò permette di recuperare energia che altrimenti andrebbe persa nell’atmosfera: in termini di calore sensibile, poichè i fumi vengono raffreddati maggiormente; in termini di calore latente di condensazione (che si manifesta senza diminuzione di temperatura), poichè nel passaggio di fase si recupera una importante quantità di energia.
Per dare delle proporzioni orientative sulla quantità energetica recuperata nella condensazione si pensi che:
- il calore sensibile necessario a portare 1 kg d’acqua dalla temperatura iniziale di 20 °C alla finale di 100 °C Es ~ 335 kJ
- il calore latente per la vaporizzazione dello stesso kg d’acqua (uguale al calore latente di condensazione) è pari a circa EL 2261 kJ.
Perciò il calore latente è maggiore del calore sensibile!
Condensazione = Risparmio
Il recupero del calore latente di condensazione permette di ottenere rendimenti del generatore che oltrepassano il 107% e che si traducono, per l’utente, in cospicui risparmi nella bolletta del gas.
